Il capo III del titolo III del D.Lgs. 81/2008 impone di effettuare una vera e propria valutazione delrischio elettrico (DVRE).

Facciamo allora una valutazione: ho un impianto perfettamente a norma, quindi che necessità ho di effettuare una valutazione dei rischi già implicitamente presi in esame dalle norma di progettazione e costruzione adottate nella realizzazione dell’impianto?

Scarica il pieghevole illustrativoPrendiamo in considerazione i contatti indiretti (che ritroviamo citati fra gli aspetti di sicurezza che devono essere considerati nella valutazione); se l’impianto è realizzato a regola d’arte la possibilità che si manifesti una situazione pericolosa è remota (è necessario un doppio guasto difficilmente riconducibile a cause comuni); inoltre la norma stessa prevede di effettuare prove a conferma della continuità del circuito di protezione. Ma cosa succede in caso di manutenzione? Per quella esistono prescrizioni più generiche, sebbene si dia per scontato che la manutenzione deve portare al completo ripristino del bene assoggettato all’intervento … Inoltre la probabilità di guasti pericolosi, come abbiamo detto, è bassa ma non è nulla; e si tratta di guasti prevedibili (da considerare secondo quanto dichiarato dal capo III del titolo III), anche solo per evidenziare che la probabilità è remota e quindi il rischio non sussiste.

Esiste poi un altro aspetto importante: anche gli impianti completamente a norma sono caratterizzati da rischi elettrici (che dal punto di vista del normatore rientrano, a buon diritto, fra i rischi residui). Ora, per i rischi residui, vale una considerazione generale: perché i lavoratori esposti possano evitare i rischi residui presenti sul luogo di lavoro, gli stessi devono essere informati e, se necessario, formati e addestrati. Partendo dal presupposto che tutto il personale addetto ai lavori elettrici sia formato, restano comunque alcuni punti scoperti.

Proviamo a delineare la situazione di una azienda che già opera nel rispetto delle norme e leggi  esistenti, e cioè:

• Gli impianti elettrici di ogni tipo sono realizzati a regola d’arte, secondo le norme  più aggiornate, ed esistono tutte le certificazioni e le evidenze della loro conformità.

• Il personale della manutenzione elettrica è formato secondo la norma CEI 11/27, e valutato idoneo dal datore di lavoro attraverso un training on the job in affiancamento a manutentori esperti.

• Le principali regole di sicurezza inerenti i lavori elettrici sono oggetto di procedure interne (permesso di lavoro, lock out – tag out ecc.)

• Esiste un piano di manutenzione programmata per gli impianti elettrici. (BOOK SERVICE).

Cosa manca? Prima di tutto un censimento dei pericoli a carattere elettrico e delle situazioni di pericolo che si possono verificare, sia nella normale conduzione che in caso di guasti prevedibili. Secondariamente una analisi delle persone esposte ai rischi elettrici censiti che, contrariamente a quanto si tende a pensare, non sono solo i  manutentori elettrici.

Mancando queste analisi è facile che alcuni lavoratori esposti non siano informati dei rischi, che alcune procedure (ovvie per un elettricista) non siano formalizzate per gli altri lavoratori, che vi siano lavoratori che non hanno seguito una formazione che, invece, sarebbe necessaria ecc..ecc.

Quindi la valutazione dei rischi elettrici non è solo una formalità prevista per legge ma una opportunità di migliorare realmente le condizioni di sicurezza, regolamentando correttamente tutte le operazioni e attività soggette a rischio, e parallelamente formando adeguatamente il personale esposto.

Attenzione! È importante che la analisi deve essere effettuata a un sufficiente livello di dettaglio che consenta, per famiglie di impianti (cabine, quadri, apparecchiature bordo macchina ecc.) e di condizioni (esercizio, manutenzione ecc.) di identificare le situazioni di rischio e gli esposti. Non si può quindi riunire tutto in una unica considerazione general-generica sul rischio elettrico che solo formalmente ottempererebbe all’obbligo di legge; né tantomeno si può fare la equivalenza “impianto a norma = assenza di rischio”.

La valutazione del rischio elettrico non è una verifica di conformità degli impianti; la verifica di conformità, in questo settore specifico così rigidamente regolamentato, è una attività a monte della valutazione, perché risulterebbe difficile difendere impianti non  rispondenti ai requisiti normativi. Sulla conformità la valutazione entra in gioco quando si deve sviluppare un eventuale piano di rimessa a norma di impianti esistenti; in questo caso è di aiuto per definire le priorità degli interventi.

La parte importante della valutazione è quella relativa ai rischi presenti nell’esercizio e nella manutenzione ordinaria di impianti a norma.

Qualcuno ritiene che, appaltando interamente all’esterno la attività di manutenzione elettrica, la valutazione del rischio con riferimento a tale attività non spetti al datore di lavoro committente; non è così, perché le peculiarità dell’impianto e i relativi rischi devono essere comunicati dal committente secondo quanto previsto dall’articolo 26 del D.Lgs. 81/2008.

Unico “sconto” a nostro avviso si può praticare sulla manutenzione straordinaria o su guasto; vista la imprevedibilità di queste attività, e la loro potenziale elevatissima numerosità, è evidente che non si può effettuare una valutazione a priori, ma che la stessa deve essere eseguita preliminarmente all’intervento (attraverso il PERMESSO DI LAVORO), come del resto previsto dalla CEI 11/48. Questa considerazione, però, non può essere estesa alla manutenzione ordinaria o programmata!

Le esperienza maturate ad oggi su questo tema dimostrano che una valutazione ben fatta porta un certo valore aggiunto in termini di migliore controllo delle situazioni di rischio; anche se spesso emerge che le persone esposte, che andrebbero formate, sono davvero tante. Risulta pertanto evidente che una formazione PES affiancata da una Istruzione operativa ben fatta risolvono in modo definitivo il problema al Datore di lavoro, ed ai preposti.

 

 

 

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